L’annuncio è volutamente in pompa magna. Matteo Salvini convoca un Consiglio federale “urgente” per una nuova rottamazione delle cartelle fiscali per quella che definisce una “emergenza nazionale”. Non che sia una novità. Ma la tempistica è significativa. E anche la sottolineatura che alla riunione parteciperà il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, visto che la sua presenza ai Consigli federali è scontata. Evidenziarlo però è un messaggio agli alleati piuttosto freddi con l’idea di avviare un nuovo condono. Soprattutto perché finora hanno funzionato poco. E il più delle volte l’adesione è servita anzitutto a bloccare le procedure di ingiunzione, il contenzioso con il Fisco. In ogni caso nessuno nella maggioranza si mette di traverso.
La posizione degli alleati
Certo non Fratelli d’Italia che per ora si limita a far notare che la condizione ineludibile è reperire la coperura. Quanto a Forza Italia non è un mistero che Antonio Tajani prediliga l’abbassamento dell’Irpef per il ceto medio, che andrebbe a vantaggio di chi all’erario contribuisce. Anche gli azzurri però evitano lo scontro frontale. La strategia di Salvini è evidente. Il congresso della Lega è ormai alle porte e il segretario ha bisogno di rafforzare la sua leadership. Per lui c’è solo una strada: recuperare consenso. Come sempre gli avversari non sono i nemici (la sinistra), ma gli amici, anche interni al partito, e gli alleati. Primi fra tutti i Fratelli di Giorgia, che lo hanno spodestato sottraendogli gran parte dei consensi, confinandolo a un 8% che lo ha costretto a subire perfino il sorpasso di Forza Italia.
Il dialogo con l’elettorato
Marcare il punto, insistere sulla nuova rottamazione è parlare a quell’elettorato, a quei commercianti, artigiani, agricoltori, piccoli imprenditori che hanno pendenze con il Fisco e al quale il messaggio è: sono io che vi difendo, non Meloni, non Tajani che in Europa sono alleati di Ursula von der Leyen. Ed è sempre questo il motivo per cui si mostra il più trumpiano tra i trumpiani, confidando che prima o poi alla lunga gli possa fruttare un filo diretto con Washington che per ora ha solo la Premier.
Una battaglia per la sopravvivenza
Ma è sul fronte interno che si gioca la vera sfida. La rottamazione è infatti il simbolo di qualcosa di più grande. E’ il grimaldello con cui Salvini cerca di scardinare il blocco di Fdi e rientrare in partita. Non è solo una battaglia economica ma una battaglia per la sopravvivenza, battendo Meloni sul suo stesso terreno. Le frasi irriverenti contenute nelle chat di Fdi di qualche tempo fa e rivelate dal giornalista de Il Fatto Giacomo Salvini lo descrivono con diversi epiteti che hanno però come comun denominatore la non credibilità del leader della Lega. Erano i tempi in cui il Carroccio era al governo e Fdi all’opposizione. Sembra passato un secolo da allora, soprattutto per Salvini. Oggi l’Italia guarda altrove, delusa da promesse mai mantenute e da un partito che sembra aver perso la sua identità.