Più tempo libero e un aumento complessivo di 312 euro. Per i 60mila lavoratori delle 130 aziende del comparto elettrico arriva un rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro che si gioca sui 2 elementi che più di altri attirano l’attenzione delle persone e cioè conciliazione e questione salariale. Ieri, in tarda serata, è stata sottoscritta in Confindustria, l’ipotesi di accordo tra le organizzazioni datoriali Elettricità Futura, Utilitalia, Enel, GSE, Sogin, Terna, Energia Libera e i sindacati di categoria, Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil, per il rinnovo del contratto del settore elettrico che sarà valido per il triennio 2025-2027.
L’aumento economico
Sul fronte economico, le parti hanno tenuto conto dell’importante picco inflattivo dello scorso triennio e delle previsioni Ipca per il triennio 2025-2027 dell’Istat. Nel periodo 2022-2024 le stime dell’Ipca Nei sono del +14,8%, mentre per il prossimo triennio, quello che interessa questo rinnovo, sono nel complesso del 6%. A regime è stato concordato un aumento di 312 euro complessivi. L’aumento medio sui minimi è di 290 euro in 4 tranche: 90 euro dal 1° aprile, 65 euro dal 1° aprile 2026, 65 euro dal primo aprile 2027 e 70 euro dal 1° ottobre 2027. Il montante complessivo secondo la stima dei sindacati è di 6.928 euro. Come incentivo per la produttività sono stati previsti 15 euro erogati per 14 mensilità, per ogni anno di vigenza del contratto, mentre il welfare contrattuale sarà incrementato di 7 euro. È stato inoltre confermato il metodo salariale di gestione degli scostamenti dell’inflazione a fine triennio, utilizzando come strumento lo stanziamento in produttività.
I contratti dell’energia
Per i segretari generali di Filctem Cgil Marco Falcinelli, FLAEI Cisl Amedeo Testa e Uiltec Daniela Piras si tratta di «un’intesa importante, con un aumento salariale che recupera adeguatamente gli effetti dell’inflazione di questi anni. E allo stesso tempo viene incontro alle esigenze di lavoratrici e lavoratori del settore elettrico consegnando loro avanzamenti nei diritti, nell’orario di lavoro, nella formazione. Un’intesa che, in continuità con gli ultimi rinnovi, guarda alle nuove generazioni riducendo le disparità presenti nel settore». La trattativa si è aperta ufficialmente il 21 gennaio e la sua chiusura a tempi di record è sicuramente di buon auspicio anche per gli altri contratti del settore energetico. Quello degli addetti del Gas acqua per i quali i sindacati nella loro piattaforma hanno avanzato una richiesta economica complessiva di 315 euro e quello degli addetti del comparto Energia e petrolio per i quali ieri è stata varata una piattaforma dove i sindacati chiedono un aumento di 250 euro sui minimi.
Più tempo libero e più formazione
Come spiega una nota congiunta di Elettricità Futura e Utilitalia, «sul piano normativo è stato valorizzato il sistema di relazioni industriali, estendendo le competenze degli istituti bilaterali a temi quali l’intelligenza artificiale, la sostenibilità, le concessioni. Sono stati introdotti miglioramenti su orario di lavoro, ferie, formazione, malattia, disabilità, congedi parentali e previdenza complementare». In particolare, sull’orario di lavoro, è stata concordata la trasformazione di tre mezze giornate di libertà ore pomeridiane già riconosciute dal contratto in tre giornate intere di permesso. Come elemento di attenzione verso i giovani neoassunti, in tema ferie, è stato anticipato dal sesto al terzo anno l’avvio della maturazione dei giorni aggiuntivi rispetto alla dotazione iniziale, ossia 20 giorni, che arrivano gradualmente fino al massimo di 24 giorni. Infine è stato rafforzato il diritto soggettivo alla formazione con l’aumento delle ore dedicate che passano dalle attuali 40 a 50 nel triennio.